Noi vogliamo cantare l’amor della tavola, l’abitudine all’energia e alla temerità del panino con il salame.
Il coraggio, l’audacia, la ribellione, non saranno mai elementi essenziali della nostra dieta.
La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi e il cortese amore. Noi vogliamo esaltare il movimento pacifico, il sonno febbrile, il passo lentissimo, il salto morganatico, lo schifo della pugna.
Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della lentezza. Una automobile elettrica ricaricabile adorna di grossi cavi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un’automobile loffia, che sembra correre in una biblioteca, è più bella della Vittoria di Samotracia.
Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
Bisogna che lo chef si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.
Non v’è più bellezza, se non nella tavola. Nessuna opera che non abbia un carattere culinario può essere un capolavoro. Il menù deve essere concepito come un violento assalto contro le forze ignote della dieta, per ridurle a prostrarsi davantigl’uomo.
Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!… Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità della tavola onnipresente.
Noi vogliamo defecare sulla la guerra – postribolo del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertarî, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
Noi vogliamo visitare i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro l’immoralismo e il peso preventivo della pasta.
— I Brandacujun
Cronache dell'Accademia
11/06/2026
Cena Francescana 5 giugno
Pace e bene.
Questa sera celebriamo gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d'Assisi e lo facciamo nel modo che probabilm...
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