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Il cardinale Pietro Peregrosso

il grande benefattore francescano di Pozzuolo Martesana

Saggio a cura di: MG Pubblicato il: 19/06/2026
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Tra i personaggi più importanti e, al tempo stesso, meno conosciuti della storia medievale della Martesana vi è senza dubbio Pietro Peregrosso, il cardinale che legò il proprio nome alla fondazione del convento e della chiesa di San Francesco a Pozzuolo Martesana.

Nato probabilmente a Milano attorno al 1225, Pietro apparteneva alla famiglia Peregrosso, originaria della zona di Pozzuolo. Egli stesso, nel testamento redatto nel 1295, si definisce «Petrus de Mediolano», ma ricorda con particolare affetto i suoi parenti di Pozzuolo, ai quali lascia parte delle proprie sostanze, definendoli addirittura «pauperibus consanguineis meis de Pozzolo», cioè "ai miei poveri parenti di Pozzolo".

La sua fu una carriera ecclesiastica di altissimo livello. Studiò diritto nelle più prestigiose università europee del tempo, probabilmente a Bologna e Orléans, conseguendo una formazione giuridica che gli consentì di entrare nell'amministrazione pontificia. Divenne uno dei più stimati giuristi della Curia romana e collaborò con diversi pontefici in un periodo particolarmente complesso della storia della Chiesa. Nel 1288 fu creato cardinale da Niccolò IV, il primo papa francescano della storia.

La sua figura emerge come quella di un uomo colto, diplomatico e profondamente inserito nei grandi affari della cristianità medievale. Partecipò infatti a delicate missioni diplomatiche per conto della Santa Sede e prese parte ai conclavi che elessero Celestino V e Bonifacio VIII.

Ma ciò che rende Pietro Peregrosso particolarmente importante per Pozzuolo Martesana è il suo rapporto con i Francescani.

Nel suo testamento, redatto ad Anagni poche settimane prima della morte avvenuta il 1° agosto 1295, il cardinale destinò una somma straordinaria: mille fiorini d'oro per l'edificazione della chiesa e del convento di San Francesco a Pozzuolo. Per comprendere la portata del gesto, bisogna ricordare che mille fiorini rappresentavano una ricchezza enorme per l'epoca. Non si trattava di una semplice offerta devozionale, ma di un vero progetto di fondazione destinato a lasciare un segno duraturo nel territorio.

Il lascito non riguardava soltanto gli edifici. Peregrosso dispose anche l'acquisto di proprietà fondiarie che avrebbero dovuto garantire nel tempo il sostentamento della comunità francescana. Lasciò inoltre libri, calici, messali, paramenti liturgici e altri beni necessari alla vita religiosa del convento. La sua intenzione era chiarissima: creare a Pozzuolo un centro stabile di presenza francescana, capace di assistere spiritualmente la popolazione e di offrire accoglienza ai viandanti che percorrevano la strada tra Milano e l'Adda.

Gli studi più recenti suggeriscono che una presenza francescana esistesse già prima del 1295, forse sotto forma di piccolo romitorio o oratorio. Tuttavia il testamento del cardinale rappresentò il momento decisivo che trasformò quell'insediamento in un vero convento organizzato. Per questo motivo la tradizione locale considera il 1295 come l'anno simbolico della fondazione francescana di Pozzuolo Martesana.

La figura di Peregrosso è interessante anche perché testimonia il forte legame tra le élite ecclesiastiche milanesi e il territorio della Martesana nel Duecento. Pur vivendo presso la corte pontificia e occupandosi di questioni internazionali, il cardinale non dimenticò mai le proprie radici. Anzi, proprio nel momento in cui dispose delle sue immense ricchezze, volle che una parte importante di esse fosse destinata al suo paese d'origine e ai suoi abitanti più poveri.

Dopo la morte, il cardinale fu sepolto nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli, una delle più importanti chiese francescane di Roma, scelta che conferma ulteriormente il suo rapporto privilegiato con l'Ordine dei Frati Minori.

Ancora oggi, a quasi otto secoli di distanza, il complesso di San Francesco rappresenta la più concreta eredità del cardinale Pietro Peregrosso. Senza il suo intervento, è probabile che Pozzuolo Martesana non avrebbe avuto uno dei monumenti religiosi più significativi dell'intera Martesana. La sua figura merita dunque di essere ricordata non soltanto come un importante cardinale del Medioevo lombardo, ma anche come un uomo che seppe trasformare il successo personale in un'opera duratura a beneficio della propria comunità.

Per la storia di Pozzuolo Martesana, Pietro Peregrosso non fu semplicemente un cardinale: fu il fondatore, il mecenate e il principale artefice della presenza francescana che avrebbe caratterizzato il paese per oltre quattro secoli.

Studiò presso le Università di Bologna e di Orléans, conseguendo la laurea in utroque iure.

Fu canonico del capitolo della cattedrale di Parigi. Risiedette a Lione durante il Concilio di Lione del 1274.

Dal 1276 al 1288 fu vice-cancelliere di Santa Romana Chiesa, controfirmando numerose bolle papali.

Partecipò alla stesura della bolla pontificia Exiit qui seminat relativa alla riforma dell'Ordine dei Frati Minori e promulgata nel 1279 da papa Niccolò III.